Controlli nei “Shisha bar” in Trentino Alto Adige, nei guai il titolare di un'attività: 24 chili di melassa per narghilè senza contrassegno stabilito per legge
Il titolare dell'attività è stato denunciato. Ad intervenire il personale Nas con il supporto e l'assistenza del personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sia in provincia di Trento che a Bolzano

BOLZANO. Raffica di controlli da parte dei Nas nei confronti dei “Shisha bar”, esercizi in cui viene effettuata la vendita e il contestale consumo di melassa per narghilè e tabacco per pipa ad acqua a mezzo di appositi dispositivi messi a disposizione dell'esercente (narghilè)
Ad intervenire il personale Nas con il supporto e l'assistenza del personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sia in provincia di Trento che a Bolzano.
Per svolgere queste attività è necessaria una specifica autorizzazione rilasciata dall'ufficio dei monopoli per il Trentino Alto Adige. Le melasse e i tabacchi detenuti e venduti devono essere muniti di un particolare contrassegno. Nel caso, invece, di somministrazione di melassa per narghilè in confezioni sprovviste di contrassegno di legittimazione, e dunque di contrabbando, risulta applicabile una sanzione amministrativa fino a 50 mila euro o nei casi più gravi una sanzione penale. Azioni che comportano anche la chiusura di 1 mese dell'esercizio.
I controlli effettuati hanno portato alla denuncia di un cittadino iraniano in provincia di Bolzano titolare di un bar dove sono state rinvenute e poste sotto sequestro diverse tipologie di melassa per narghilè per un totale di 24,3 chili di provenienza estera, privi di contrassegno. Il titolare dell'attività è stato denunciato.














